TRATTAMENTI ORMONALI


Il ruolo degli ormoni nei processi di invecchiamento è cruciale: rappresentano il direttore d’orchestra delle cellule e sono indispensabili al loro funzionamento. Trasportati dal sangue, penetrano profondamente nelle cellule e agiscono sul DNA. Avviano le catene produttive dei costituenti cellulari e inducono le reazioni che liberano l’energia indispensabile alla vita. 
Se si presentano delle semplici carenze ormonali, le cellule funzionano meno bene, in completa assenza di ormoni il disordine cellulare è totale.
Nel corso della vita l’individuo produce sempre meno ormoni a causa di sostanze tossiche che si accumulano all’interno delle ghiandole endocrine. L’inquinamento, la cattiva alimentazione, gli assalti ripetuti di virus, batteri e parassiti che distruggono progressivamente il tessuto endocrino sono le cause principali di produzione delle tossine. Ma il vero responsabile della diminuita produzione ormonale è l’inevitabile invecchiamento delle ghiandole stesse. Le cellule morte non vengono sostituite e la produzione ormonale è lasciata alle cellule rimanenti, dove i difetti genetici si accumulano provocando un rallentamento nella produzione nonché una diminuzione dell’attività dei singoli ormoni.

Questi processi coinvolgono tutti gli individui. In passato la tendenza dei medici era quella di analizzare solo le carenze ormonali eclatanti e di attendere di fronte quelle borderline. Ora si studiano anche le carenze borderline, soprattutto nei casi in cui si presentino sintomi evidenti. Lo scopo è quello di prevenire l’invecchiamento prematuro e l’aggravarsi di tali carenze.
Non vi è un’età precisa in cui cominciare i trattamenti ormonali destinati a migliorare la qualità della vita e prolungare la longevità. L’ideale sarebbe poter fare un bilancio generale della salute entro i 18-25 anni, età nella quale i tassi ormonali possono essere considerati prossimi al valore ottimale.

A partire dai 25 anni ha inizio una forma moderata di invecchiamento che si rende più manifesta verso i 40-50 anni. Vi sono inoltre dei periodi difficili nei quali si presenta l’esigenza di una somministrazione di vitamine, minerali o ormoni. Uno stress di lunga durata, per esempio, una cattiva alimentazione, un consumo eccessivo di zuccheri, aumentano il consumo di ormoni e ne diminuiscono la produzione. Il fumo, l’alcool, le malattie infettive, lo sport intenso sono tutte aggressioni che rendono più fragile l’organismo e lo inducono a invecchiare precocemente.

Ora abbiamo i mezzi per evitare la maggior parte dei sintomi che accompagnano le carenze ormonali. 
Il primo passo da attuare consiste nel considerare ogni individuo diverso dall’altro e nel fare una valutazione personalizzata dello stato ormonale e nutrizionale, attraverso un’anamnesi accurata e mirata ai sintomi di carenza e tramite indagini ematochimiche e strumentali.
In seconda battuta viene scelto il trattamento ormonale personalizzato a dosi fisiologiche (quantitativi che sono una frazione della naturale secrezione quotidiana nei giovani adulti) e con ormoni bio-identici (con la stessa struttura dell’ormone naturale secreto dall’organismo).